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Tasso fisso o variabile: quale scegliere nel 2026

Team Dolce Casa Team Dolce Casa
6 min di lettura

La domanda che si fanno tutti prima di firmare un mutuo

Stai per comprare casa e il consulente in filiale ti chiede: "Fisso o variabile?". Ti senti rispondere con un sorriso imbarazzato perché, diciamocelo, non hai un’idea precisa di cosa scegliere. Sei in buona compagnia: questa è una delle domande più frequenti — e più importanti — che chiunque si trovi a sottoscrivere un mutuo si pone.

Nel 2026 il contesto è cambiato rispetto agli anni del denaro a costo zero. I tassi hanno attraversato una fase di rialzo decisa tra il 2022 e il 2023, poi hanno iniziato a scendere gradualmente nel 2024 e nel 2025. Capire dove siamo oggi — e dove potremmo andare — è il punto di partenza per una scelta consapevole.

In questa guida ti spiego le differenze concrete tra tasso fisso e variabile, ti mostro qualche numero orientativo, e ti aiuto a capire quale opzione si adatta meglio alla tua situazione personale. Niente linguaggio da contratto: parleremo come amici.

Come funzionano davvero tasso fisso e tasso variabile

Il tasso fisso: la certezza prima di tutto

Con un mutuo a tasso fisso, la rata che paghi il primo mese è identica all’ultima. Se oggi firmi un mutuo a 25 anni con una rata di 800 euro, quella rata sarà 800 euro anche tra vent’anni. Indipendentemente da cosa succede sui mercati, dalla politica monetaria della Banca Centrale Europea o dall’inflazione.

Il parametro di riferimento del tasso fisso è l’IRS (Interest Rate Swap), che riflette le aspettative di mercato sui tassi futuri. In pratica, la banca si copre dal rischio di variazione e lo trasferisce su di te sotto forma di uno spread inizialmente più alto rispetto al variabile.

Il tasso variabile: segui il mercato, nel bene e nel male

Con il tasso variabile, la rata cambia nel tempo seguendo l’andamento dell’Euribor (solitamente a 1 o 3 mesi), che è il tasso interbancario di riferimento nell’area euro e dipende strettamente dalle decisioni della Banca Centrale Europea. (Fonte: Banca d’Italia)

Quando i tassi scendono, la tua rata scende. Quando salgono, sale anche lei. Negli anni 2022-2023, chi aveva un variabile ha visto la propria rata aumentare anche di 300-400 euro al mese in pochi mesi, per via dei rialzi aggressivi della BCE. Un colpo duro, soprattutto per chi non aveva margini nel bilancio familiare.

Lo scenario dei tassi nel 2026: dove siamo e cosa aspettarsi

Per scegliere bene, devi capire il contesto attuale. Nel biennio 2024-2025 la BCE ha avviato una fase di riduzione graduale dei tassi, dopo il ciclo di rialzi che aveva portato il tasso sui depositi a livelli non visti da decenni. (Fonte: Banca Centrale Europea – bce.europa.eu)

Nel 2026 ci troviamo in una fase di tassi in discesa ma ancora sopra i minimi storici. I tassi fissi sui mutui a 20-25 anni si aggirano, a titolo orientativo, in un range compreso tra il 2,8% e il 3,8% a seconda della banca, del profilo del richiedente e della durata. I tassi variabili partono tendenzialmente più bassi, ma con margini di incertezza sull’evoluzione futura. (Fonte: rilevazioni orientative da comparatori come MutuiOnline e Il Sole 24 Ore – Economia; verifica sempre i valori aggiornati sul sito della tua banca)

Attenzione: questi numeri sono indicativi e cambiano settimana dopo settimana. Prima di firmare qualunque cosa, chiedi sempre un preventivo personalizzato a più banche o a un broker mutui indipendente.

Un esempio pratico con numeri reali

Immagina di richiedere un mutuo da 180.000 euro su una durata di 25 anni.

  • Con un tasso fisso al 3,20%, la rata mensile si aggira intorno a 870 euro e resterà quella per sempre.
  • Con un tasso variabile che parte dal 2,50%, la rata iniziale è circa 805 euro, ma potrebbe salire o scendere nel tempo.

La differenza iniziale è di circa 65 euro al mese. Se i tassi scendono, il variabile vince. Se salgono di nuovo, perdi il vantaggio e rischi di pagare molto di più. (Simulazioni a scopo orientativo, calcolate su tabelle di ammortamento standard alla francese)

Chi dovrebbe scegliere il tasso fisso nel 2026

Il tasso fisso non è per tutti, ma ci sono situazioni in cui è la scelta più saggia in assoluto.

  • Hai un reddito fisso e non vuoi sorprese. Se sei un lavoratore dipendente con uno stipendio stabile e una famiglia da mantenere, sapere esattamente quanto pagherai ogni mese ti permette di pianificare senza ansia.
  • Il mutuo è alto rispetto al tuo reddito. Se la rata rappresenta già il 30-35% del tuo reddito netto, non ti puoi permettere oscillazioni verso l’alto. Il fisso ti protegge.
  • Hai già vissuto l’ansia del variabile. Se tra il 2022 e il 2023 hai visto la tua rata impennarsi e non vuoi rivivere quella sensazione, il fisso ti offre pace mentale. E la pace mentale vale dei soldi.
  • Hai un orizzonte di lungo periodo. Stai comprando la casa in cui vivrai per i prossimi 20-30 anni? Il fisso ti blinda da qualunque scenario futuro.

Chi potrebbe valutare il tasso variabile nel 2026

Il variabile non è il nemico. In certi contesti e per certi profili, può essere la scelta più vantaggiosa.

  • Hai un orizzonte breve. Se pensi di estinguere il mutuo entro 5-7 anni (magari aspetti un’eredità, una vendita immobiliare, o una liquidazione), il variabile potrebbe farti risparmiare senza esporti troppo al rischio di lungo periodo.
  • Puoi permetterti una rata più alta senza problemi. Se il mutuo è contenuto rispetto al tuo reddito e hai un cuscinetto di risparmio, puoi gestire eventuali aumenti della rata senza stravolgere il budget.
  • Credi in una discesa duratura dei tassi. Se le prospettive macro ti convincono che la BCE continuerà a tagliare i tassi nei prossimi anni, il variabile potrebbe premiare questa aspettativa. Tieni però presente che nessuno ha la sfera di cristallo.

Il variabile con cap: una via di mezzo

Esiste anche una soluzione ibrida sempre più diffusa: il mutuo variabile con cap. In sostanza è un variabile puro, ma con un tetto massimo oltre il quale la rata non può salire. È più costoso del variabile standard, ma ti protegge dagli scenari peggiori. Chiedilo esplicitamente alla tua banca e confronta le condizioni.

Fisso o variabile: la mappa decisionale in 3 domande

Prima di incontrare la banca, risponditi onestamente a queste tre domande:

  • La rata attuale del fisso è sostenibile per me? Se sì, il fisso è una base solida da cui partire.
  • Quanto mi spaventa l’incertezza? Se la risposta è "moltissimo", non scegliere il variabile solo per risparmiare qualche euro oggi.
  • Qual è il mio orizzonte temporale? Breve (sotto i 10 anni) o lungo (oltre i 15 anni)? Più è lungo, più ha senso blindarsi con il fisso.

Non esiste la scelta giusta in assoluto: esiste la scelta giusta per te, in questo momento, con questo reddito, questa famiglia e questi obiettivi.

Fonti e approfondimenti

Nota importante
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente orientativo e informativo. La normativa fiscale e immobiliare italiana è soggetta a frequenti aggiornamenti. Prima di prendere decisioni economiche o legali, ti consigliamo sempre di consultare un notaio, un commercialista o un consulente creditizio qualificato.

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